Mai sottovalutare la funzione catartica della vendetta

V per vendetta: un sentimento sottovalutato.

I molteplici aspetti positivi del vendicarsi: ne parliamo?

A Milano l’hanno vista un p0′ tutti perché la città è tatuata ovunque con la stessa scritta: Kevin, ragazzo superdotato solo per donne. Segue numero di telefono.

Uno scherzo di cattivo gusto o una sana vendetta da parte di qualche amante (il genere neutro è voluto) stanco/a di essere tradito? Una roba di regolamento di conti tra bulletti di quartiere che ancora si lavano la faccia col Topexan o una storiaccia fatta di abusi perpetrati nel tempo la cui vittima ha finalmente trovato il modo di ripagare ribellandosi con un gesto estremo? E che dire poi di quel “solo per donne” sottolineato così sfacciatamente? Metti il caso che il nostro Kevin sia gay, quell’incasellamento così esplicito, riferito ad un pubblico ben delimitato costituirebbe lo smacco degli smacchi, l’apoteosi della vendetta. Ci pensate?

In un’epoca così noiosamente politically correct, così stucchevole che l’ironia e il suo senso vengono uccisi ogni giorno con una lenta eutanasia rendendoci impossibile -da facto- scherzare praticamente su qualsiasi cosa, il gesto del graffitaro compulsivo nemico giurato di Kevin che si è preso la briga di scrivere il suo numero di telefono praticamente ovunque a Milano, assume contorni divertenti e goliardici come non si vedeva da un tot, non trovate?

Mi sembra già di sentire l’opinione dei buonisti ad ogni costo: “Ma al povero Kevin non ci pensi? La vita d’inferno che sta passando non ti smuove neanche un po’?”

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Boh, uagliò, lo ammetto, ci penso fino a mezzogiorno. Dai ragazzi, siamo seri: è altamente probabile che quel Kevin lì ne abbia combinata una grossa come una casa e, come si dice da certe parti, Karma has no deadline.

Sì, dai, è vero, il karma mica scade come una confezione di Yogurt magro con cui devi fare l’amore con il sapore! No no ragazzi, il karma lavora, non si riposa, mica si stanca il karma e di sicuro non viene attaccato da batteri patogeni potenzialmente pericolosi.

Accade semplicemente che tu (non proprio tu che leggi, ma un tu più generico) dai una, dai due, dai cento scorrettezze che compi ai danni degli altri, ti imbatta improvvisamente in qualcuno con più cazzimma -leggi palle- di te che decide di fartela pagare una volta per tutte, magari anche con gli interessi. Come dicono a Roma: stacce.

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E’ sempre di questi giorni la notizia di quel futuro sposo in Sud Africa che il giorno delle nozze con la promessa sposa si è visto piombare in chiesa la sua amante storica vestita di bianco, col velo e tutto quanto anche lei, come la fidanzata resident. Ne è uscito chiaramente un bel casino. Nozze rinviate, panico tra gli invitati, urla, chiarimenti successivi, boh… Lo stesso vale per quel tizio americano -altra news che ha fatto il giro del mondo- che diventato di colpo milionario dopo una vincita alla lotteria ha pensato bene di far recapitare due camion di letame nel giardino del suo ex datore di lavoro dopo che per anni questo signore, almeno a sentire il dipendente, gli aveva fatto subire le peggio cose.

Vendette così, mica si inventano a caso, datemi retta; ed è per questo che a me viene istintivamente da tifare per loro, perché ok, se è vero che non esiste un carnefice senza una vittima che si immoli più o meno volontariamente, alla fine se arrivi a compiere certi gesti è perché qualcuno ti ha portato all’esasperazione con buona pace di alcuni psichiatri che non si troveranno d’accordo con queste mie parole poiché convinti che il “potere” sia esclusivamente nelle mani del dominato; ma questo ha a che fare col sado-masochismo e -forse- ci sarà un’altra occasione per discuterne.

 

La lezione da trarne? Mai sottovalutare il potere della vendetta che, in fondo, pensandoci bene, quasi noi tutti avendo movente opportunità e mezzi, abbiamo pensato almeno una volta di attuare. Per quel che mi riguarda, un paio di nomi in elenco li avrei anche, voi no?

Sempre per quel che mi riguarda, se proprio volete saperlo è un no, per adesso non ho fatto nulla di che, ma non escludo che un giorno, forse, chissà.

Nel frattempo, per amor di verità io Kevin l’ho anche provato a chiamare ma sapete cosa ho ottenuto? Non ha risposto.

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